E’ arrivato il freddo, l’aria pungente ci accoglie quando uscendo di casa ci si appresta ad accompagnare i bimbi a scuola. Si attraversano le strade mano nella mano, già pensando a quello che si dovrà fare più tardi, al lavoro o a casa.

Incombenze, faccende, cose da svolgere celermente.

Salutiamo i piccoli e li consegniamo alle maestre, un bacio, un abbraccio veloce, un: “A dopo”.

Il capriccio di un momento e magari le promesse di arrivare presto a riprenderli.

Sappiamo che il tempo della scuola è un tempo felice, di crescita per i nostri bambini: Esplorano conoscono, raccolgono esempi e stimoli che aiutano la formazione e la strutturazione della loro personalità. Questo pensiero alle volte non basta a rasserenare il genitore.

Abbiamo cercato per loro il nido più bello, le mastre più dolci. Ci siamo sincerati che tutto prosegua nella loro giornata, con serenità e sintonia dei tempi, in ambienti allegri e accoglienti ma uno scampolo di pensiero resta sempre ad alimentare un dubbio: “Magari non sarà felice, non starà bene”.

E’ questo dubbio, questo pensiero, che può diventare la base per modalità compensative da parte dei genitori, preoccupati di non aver dato abbastanza o il “giusto” al proprio bambino.

Si cerca cioè di compensare, spesso con oggetti, alla propria mancanza.

Dare qualcosa, poiché ci si è sentiti assenti.

Questo meccanismo è sostenuto dalla contemporaneità che offre continui gadget e oggetti di soddisfazione veloci a cui spesso diamo il potere di lenire il nostro sottile senso di colpa genitoriale.

“Guarda cosa ti ho preso? Ecco cosa ti ho portato!”.

In realtà la frustrazione per l’adulto arriva subito dopo, quando ad esempio il nostro regalo verrà dimenticato sul tavolo, in un angolo, dopo il gioco di qualche minuto.

Ci si chiederà allora come mai questi bimbi non siano mai contenti, vogliano sempre dell’altro. Mai paghi di ciò che possiedono.

In realtà la richiesta dei bimbi è spesso quella di avere del tempo da trascorrere serenamente, in attività di svago magari con la presenza gioiosa del genitore al loro fianco.

Si parla spesso di tempo di qualità con i propri figli. Bisogna però anche interrogarsi su quale sia il senso di questa qualità.

La qualità del tempo non è data dall’attività migliore a cui è stato iscritto o dal fatto che lo si riesca più o meno ad accompagnare alla più bella mostra per bambini.

Sono sicuramente cose importanti a cui dobbiamo dare peso ma è il nostro desiderio di genitori che segna l’uno o l’altro evento inevitabilmente. Mettendo l’accento sulla sua importanza agli occhi di quel bambino.

È come noi trascorriamo il nostro tempo con loro, mettendoci il desiderio di stare insieme, che farà sempre la differenza.

Sarà la strada che attraversiamo mano nella mano accompagnandoli al campo di pallone o alla lezione di atletica.

Saranno la canzone della ninna nanna o la favola prima di andare a dormire, se regalate al nostro bambino come tempo trascorso, in primis per noi genitori, in modo piacevole.

Saranno la coccola davanti al film in tv o il tempo speso nella spiegazione, durante la visita al museo, di cosa è stato per noi vedere per la prima volta un treno a vapore.

Sarà il nostro volerci essere inteso come il gusto che testimoniamo noi per primi, quando facciamo alcune cose meglio di altre, che farà la differenza.

Sarà ciò che in futuro permetterà loro di mettere passione nella loro prime decisioni e nelle loro prime scelte consapevoli.

Dott.ssa Mariangela Mazzoni

Psicologa Psicoterapeuta e Mamma

Tel.3471433768

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