In questa società che divora il tempo e ci presenta spesso l’immagine di un bambino adultizzato, da rendere sin da piccolo competitivo e talentuoso,  c’è spazio per le emozioni? Chi si occupa di cullare la tristezza del bambino, accogliere la sua paura, comprendere la sua rabbia, condividere la sua gioia? Chi si occupa di accompagnare il bambino nelle tempeste emotive?

Il compito spetta all’adulto di riferimento: in primo luogo il genitore, con il suo impegno quotidiano e costante. Non meno marginale il ruolo dell’insegnante e dell’educatore a scuola. Ogni adulto che interviene in prima persona in una dinamica educativa ha una grande responsabilità in merito allo sviluppo dell’intelligenza emotiva del bambino.

Che cos’è l’intelligenza emotiva?

Grazie alle ricerche di Howard Gardner si arriva alla teoria delle “intelligenze multiple”: non abbiamo una sola intelligenza, un potenziale unico che caratterizza le nostre capacità cognitive. Ogni individuo sviluppa diverse intelligenze legate alle varie aree di apprendimento: intelligenza logico-matematica, linguistica, spaziale, solo per citarne alcune. Gardner include anche le “intelligenze personali” strettamente connesse alla sfera emotiva. Il binomio intelligenza – emozioni entra finalmente in campo. Nel 1990 Daniel Goleman, collegandosi alle teorie di Gardner, diffonde il concetto di “intelligenza emotiva”. L’intelligenza emotiva è l’abilità che ci permette di riconoscere e controllare le nostre emozioni e di gestire in modo costruttivo le relazioni con gli altri; attraverso lo sviluppo dell’intelligenza emotiva possiamo “sintonizzarci” su ciò che proviamo, armonizzare emozioni e pensiero, sentirci motivati per raggiungere un obiettivo, relazionarci agli altri in modo costruttivo. “Controllare” le emozioni non significa negarle, reprimerle, censurarle: significa esplorarle, conoscerle, attraversarle senza farsi travolgere.

Come sostenere i bambini nello sviluppo dell’intelligenza emotiva? E’ necessario permettere al bambino, a partire dal nido, di nominare, conoscere, riconoscere tutte le emozioni. Non ci sono emozioni tabù. Non esistono emozioni “negative”: ci sono emozioni che ci provocano sensazioni spiacevoli, dolorose, difficili da comprendere ma non sono di per sé negative. Ogni emozione è fondamentale, necessaria per costruire la nostra personalità. Ogni emozione va esplorata con il giusto approccio. La paura non può essere demonizzata, la rabbia non può essere repressa. Le emozioni cosiddette “negative” spaventano l’adulto che spesso non sa come gestirle ma è normale che il bambino le viva. Arrabbiarsi..o avere paura… non fa forse parte della vita? Non fa parte di noi? L’adulto, invece che tendere a “congelare” le emozioni più difficili da gestire, dovrebbe chiedersi: cosa posso fare per aiutare

un bambino ad attraversare quell’emozione? In primo luogo il bambino ha bisogno di “sentirsi sentito”, ha bisogno di essere ascoltato: l’adulto deve sempre trattare con estremo rispetto le emozioni del bambino, senza mai ignorarle o renderle banali. Un bambino che attraversa un’emozione difficile da comprendere e da gestire (possiamo definirla una “tempesta emotiva” perché provoca la sensazione di essere travolti) può essere rassicurato dall’adulto attraverso l’ascolto, la comprensione e il dialogo. E’ necessario rapportarsi al bambino con empatia.

 

Come promuovere a scuola un percorso di alfabetizzazione emotiva?

Il lavoro sulle emozioni inizia al nido, si consolida nella scuola dell’infanzia e dovrebbe proseguire anche nella scuola primaria. La scuola è una comunità educante che dovrebbe sempre sostenere e valorizzare lo sviluppo dell’intelligenza emotiva. I linguaggi espressivi sono mediatori didattici preziosi in ogni percorso di alfabetizzazione emotiva. La narrazione è uno strumento privilegiato: racconti e letture ad alta voce ci offrono infinite possibilità per esplorare le emozioni con i bambini. Dalla fiaba all’attività grafica, dalle danze ai giochi simbolici le emozioni diventano tema centrale da mettere in campo con i bambini. In primo luogo ogni emozione può essere nominata, raccontata, può prendere forma “concreta” attraverso un disegno o un segno pittorico, può diventare movimento corporeo.. Per attraversare le emozioni è necessario conoscerle. Nella foto si vede un momento di gioco simbolico durante un incontro con i bambini dai 3 ai 6 anni: è stata nominata un’emozione che ora viene drammatizzata attraverso la mimica facciale. Il faccio finta che, proprio del gioco teatrale, permette al bambino di sperimentare le emozioni attraverso l’interpretazione diretta. I linguaggi espressivi offrono agli adulti (genitori, educatori, operatori) l’opportunità pratica di creare spazi di ascolto, di dialogo e di gioco in cui esplorare le emozioni. Questo permette ai bambini di “guardarle”, di giocarci, di sdrammatizzarle, di dargli un significato e un valore espressivo e simbolico. Il disegno mostra invece la rappresentazione grafica della rabbia da parte di un bambino di 3 anni. L’attività grafica è stata proposta ai bambini dopo aver raccontato una fiaba incentrata sulla rabbia. I bambini hanno così “riletto” e dato un significato personale alla storia attraverso il disegno. Non meno importante è la verbalizzazione: “la rabbia sta buttando giù le cose” spiega il bambino mentre continua a disegnare, spiegandoci così in modo chiaro il senso che ha dato al suo elaborato grafico. I disegni dei bambini sono narrazioni vere e proprie, ricche di significato.

Il bambino quindi, per costruire serenamente la propria intelligenza emotiva, ha bisogno di conoscere e dar senso alle emozioni. Adulti consapevoli, ambienti educativi attenti alle emozioni del bambino, percorsi espressivi ricchi di linguaggi da sperimentare sono sicuramente elementi fondamentali di una stessa rete pedagogica che fa del rispetto e della cura del bambino valori primari da sostenere.

Helga Dentale

Helga Dentale è formatrice per educatori e insegnanti, ideatrice del Metodo Teatro in Gioco®, la sua sede operativa è a Roma ma lavora in tutta Italia per  condurre seminari e corsi di formazione. È autrice di libri di fiabe interattive per bambini e di pedagogia teatrale per adulti.

Sito: www.teatroingioco.it    |    fb: www.facebook.com/metodoteatroingioco/

 

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