Le prime due ore dopo il parto hanno un’estrema importanza nel creare il legame mamma-bambino, con il contatto pelle a pelle tra loro è favorito il bonding, un legame che è di vitale importanza.

“Finalmente eccomi venuto al mondo…ma aspettate…dov’è la mia mamma? Sono disperato…non la sento!!! – ma è un attimo – Oh, eccola, sento di nuovo il suo battito, il suo profumo, la sua dolce voce! Ora sto bene!!!”

Possiamo immaginare così i primi pensieri di un neonato dopo la sua nascita, in un attimo il suo mondo cambia radicalmente e ha assoluta necessità di sentirsi rassicurato, di sentire che un punto fisso è rimasto, la mamma!!! E infatti se messo subito sul petto o grembo materno, se è rispettata la loro intimità dopo la nascita, ogni bambino smetterà di piangere dopo solo alcuni secondi perché si sentirà di nuovo al sicuro, con gli stessi suoni e odori che lo hanno accompagnato per 9 mesi.

I primi momenti dopo il parto sono fondamentali per la diade mamma-bambino, sono anche definiti come sensibili perché, grazie a una particolare situazione ormonale ed emozionale, è favorita una grande capacità comunicativa e lo strascico di irrazionalità dal parto permette di utilizzare istinti nascosti che aiutano a stabilire lo speciale legame, il bonding, per cui è meglio interferire il meno possibile.

Ma cos’è il Bonding? E come si può favorirlo?

Bonding è un termine che sintetizza molto bene quel processo senza cui l’uomo non sopravivrebbe, deriva dall’inglese bond che significa attaccare, incollare, vincolare, cementare; questo spiega perfettamente cosa deve avvenire tra mamma e bambino, devono stabilire proprio un legame così profondo, così di dipendenza che permette di accudire, proteggere e non trascurare il proprio bambino; il bonding sta alla base dell’istinto materno.

Come tutti i processi fisiologici del nostro corpo, anche il bonding è estremamente complesso e articolato e gli studi hanno dimostrato che si può influire su tale processo, sia favorendolo che ostacolandolo; infatti è un processo ricco di variabili: tipologia di parto, condizioni di salute materne o fetali e l’ambiente, inteso come luogo, ma anche come luci, suoni, odori e persone presenti.

Ma cosa accade al corpo materno e del bambino in quelle due ore così importanti?

Diversi studi confermano la presenza e importanza di una serie di ormoni che svolgono un ruolo specifico nell’interazione madre-neonato, vediamo di seguito quali sono.

Ossitocina: è l’ormone dell’amore per eccellenza, importantissimo durante il parto in quanto provoca le preziose contrazioni, ma altrettanto importante nel post-parto perché stimola i comportamenti di accudimento. Raggiunge il suo picco di concentrazione sanguigna circa mezz’ora dopo il parto ed è dimostrato come alti livelli di ossitocina siano correlati con una più alta capacità di empatia.

Inoltre l’ossitocina ha un ruolo basilare nella buona riuscita dell’allattamento (fa contrarre le cellule che permettono l’emissione del colostro e controlla il buon immagazzinamento dei nutrienti), fa contrarre l’utero, così che il secondamento sia più veloce e quindi le perdite di sangue della mamma siano ridotte e determina la vasodilatazione della zona toracica della mamma, in modo da creare l’ambiente migliore per accogliere il neonato.

Beta-endorfine: sono gli opiacei naturalmente prodotti dal nostro corpo, hanno la loro massima produzione al termine della fase espulsiva, proteggendo madre e neonato nel momento del parto, i livelli rimangono alti nelle prime due ore dopo il parto per determinare sensazioni di piacere e gratificazione.

Catecolamine (adrenalina e noradrenalina): contrastano gli effetti “sedativi” delle endorfine nelle ultime contrazioni prima della nascita, rendendo la mamma energica e attenta, ma anche il bambino rimane all’erta al momento della nascita. Dopo il parto l’adrenalina permette al neonato di adattarsi al mondo extrauterino e promuove l’attaccamento.

Prolattina: dal nome è chiaro che sia l’ormone basilare per la produzione del latte, se stimolata nel modo più adeguato ha il suo picco massimo due ore dopo il parto e favorisce la “nidificazione” e l’accudimento della mamma rispetto al bambino.

Questi processi ormonali sono fisiologici, ma molto delicati, la soluzione migliore per favorirli è promuovere il contatto pelle-pelle mamma-bimbo nelle due ore che seguono la nascita senza separarli se non per motivi di salute di una delle due parti.

Perché le prime due ore dopo la nascita sono così importanti?

È stato dimostrato che nei primi 60/90 minuti di vita, il neonato si trova in uno stato di veglia tranquilla in cui è molto attento e recettivo, scopre il mondo che lo circonda e ha il suo primo e importante contatto con il mondo extrauterino ed è fondamentale che ciò non avvenga attraverso persone estranee, ma bensì attraverso le braccia sicure e protettive della mamma o del papà, il loro calore e profumo.

In questo momento di veglia tranquilla il bambino apre gli occhi e “associa” quelle voci e quelle carezze che lo hanno accompagnato durante i 9 mesi di gestazione, ai volti materno e paterno; addirittura se lasciato sul ventre materno da solo cercherà e raggiungerà il seno della mamma per stimolare le ghiandole del seno e mettere le basi per un buon allattamento. È quindi importante che nelle prime due ore mamma e bambino non siano disturbati e abbiano solo occhi e orecchie l’uno per l’altro senza farsi distrarre da niente e da nessuno.

Dopo circa due ore dalla nascita invece il bambino può essere diviso dalla madre per le routinarie manovre di assistenza nel reparto del nido, infatti il bambino passa ad uno stato di sonnolenza o di vero e proprio sonno in cui deve recuperare le forze spese durante il parto e la sua recettività verso il mondo esterno si riduce fin quasi ad essere nulla.

Quando è necessario separare il bambino dalla mamma per motivi di salute materna il bonding può essere effettuato anche dal papà in attesa della mamma, mentre se è necessaria la separazione per motivi di salute del neonato il bonding dev’essere rimandato. È importante però in questi casi che i genitori abbiano la possibilità di vedere, toccare e accarezzare il prima possibile il proprio figlio, l’intimità può avvenire anche in presenza di strumentazioni con le dovute attenzioni e spiegazioni da parte dei professionisti sanitari, ad esempio per i bimbi ricoverati nei reparti di terapia intensiva le interazioni con uno dei genitori, soprattutto se la mamma, non solo influiscono in modo positivo sullo sviluppo cognitivo e comportamentale del neonato, ma migliorano anche le condizioni emotive sia materne che del bambino, aiutando entrambi a superare lo stress della separazione.

E dopo queste due ore come può una famiglia continuare nel bonding?

Dopo le importantissime due ore del postpartum non finisce la possibilità e l’importanza di creare il bonding, infatti è un processo che inizia dopo il parto, ma che continua nel tempo attraverso quello che è il dialogo intimo che si instaura tra mamma e bimbo, un dialogo fatto di sguardi, contatto fisico, odori, suoni e parole che i due si scambiano.

Sicuramente aiuta anche l’allattamento al seno, infatti la poppata è un momento di massima intimità e ci sono particolari produzioni ormonali che sostengono il bonding perché simili agli equilibri ormonali del post-parto con molteplici benefici per mamma e neonato.

Ma questo non vuol dire che se per qualsiasi motivo l’allattamento del neonato sarà artificiale non sia possibile un ottimo bonding. Infatti la cosa più importante è proprio la capacità della mamma di “sincronizzarsi” con il piccolo e le sue emozioni, accoglierle in modo empatico riducendo al minimo le reazioni di irritazione ai momenti di nervosismo del piccolo.

Altre azioni che possono aiutare e favorire un buon attaccamento sono ad esempio il massaggio neonatale e il portare in fascia i propri bambini, due abitudini che rafforzano il legame adulto-bambino e che producono grandi benefici materni e neonatali a breve e lungo termine, ma approfondiremo in seguito questi argomenti.

Infine, l’OMS e dell’UNICEF dispongono che in tutti i reparti di ostetricia non ci sia l’allontanamento routinario del bambino dalla mamma dopo la nascita, che i bambini siano posti in contatto pelle a pelle immediatamente dopo la nascita e che la mamma inizi l’allattamento entro mezzora dal parto.

Tutte queste indicazioni sono importantissime, ma nulla è mai perduto. Il bonding può essere recuperato e si può instaurare un buon rapporto di attaccamento e accudimento in tutti i casi. Pensiamo ad esempio ai bimbi nati prematuri o ai genitori adottivi che riescono a far nascere e a crescere un ottimo legame di amore, intimità e unione con i propri figli.

 

Dott.ssa Giovanelli Roberta

Ostetrica Libera Professionista,

socia fondatrice dell’Associazione Culturale MA.MA

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