Una vita senza fiabe è certamente possibile ma non auspicabile. Una vita senza fiaba sarebbe, per il bambino, una vita senza una voce narrante da ascoltare per sentirsi cullato, rassicurato, incuriosito. Sarebbe un tempo in cui crescere senza la possibilità di immergersi nelle storie, di costruire un pensiero narrativo, di perdersi in avventure immaginarie per costruire significati simbolici ma anche reali. “Le storie sono per gli esseri umani ciò che l’acqua è per i pesci, cioè vi sono immersi ma è un fatto impalpabile” (J. Gottschall, “L’istinto di narrare”) La narrazione è una delle esigenze primarie dell’individuo: raccontare è parte di noi, siamo immersi nelle storie sin dalla notte dei tempi. Le ricerche in campo pedagogico ci incoraggiano a raccontare fiabe , a valorizzare e promuovere la narrazione come pratica di cura quotidiana nei primi anni di vita del bambino. Perché?

Il potere terapeutico del racconto: la narrazione ha origine antichissime. Dobbiamo proiettarci con l’immaginazione in un tempo lontano e molto diverso dal nostro. Un tempo senza computer o televisione, senza corrente elettrica. Un tempo dove ci si riuniva, spesso intorno ad un fuoco, seduti in cerchio ad ascoltare storie. Le storie diventavano così luogo di incontro e scambio, conforto, balsamo per sanare ferite, antidoto per allontanare le paure. Le fiabe hanno avuto, nella storia dell’uomo, il potere di riunire e curare. Questo potere simbolico, espressivo e terapeutico, pur cambiando spazi e tempi del raccontare, non si è mai perso.

 

Perché raccontare storie ai bambini? Quando narriamo una storia il bambino ha l’opportunità di vivere un’esperienza espressiva ed educativa che coinvolge molte aree di apprendimento. Mente, sensi, emozioni. La narrazione chiama in causa l’ascolto attivo, la capacità logica, il pensiero metaforico, la sfera emotiva. Una storia ha il potere di coinvolgere e connettere tutti questi aspetti!  Narrare una fiaba è un atto ricco di valenze pedagogiche e simboliche. E’ un vero dono d’amore oltre che un passaporto per il pensiero divergente e per esplorare con l’immaginazione mondi fantastici.

E, ricordiamolo, l’immaginazione è una risorsa indispensabile per conquistare un pensiero libero e una mente creativa. La logica ti porterà da A a B -diceva Einstein- ma l’immaginazione ti porterà ovunque. E’ proprio così!  Le fiabe allenano il nostro cervello ad immaginare, ipotizzare soluzioni alternative, affrontare l’imprevisto. Nelle fiabe, mescolandosi il reale e il fantastico, tutto è possibile e ogni problema può essere affrontato. Non è forse rassicurante per un bambino? Non abbiamo forse bisogno di nutrire lo stupore e la fiducia per crescere guardando al futuro con un sano ottimismo? Le fiabe hanno a mio

avviso il potere di alimentare la curiosità e di rassicurare allo stesso tempo. Il bambino vive attraverso la narrazione paure, dilemmi, dubbi che impara ad esplorare e a superare. L’ostacolo c’è ma c’è anche la possibilità di affrontarlo.

Le fiabe sono strumenti preziosi per genitori , educatori ed insegnanti: ci permettono di creare spazi di ascolto attivo e condivisione con i bambini. Nel mio libro “Ancora racconto…” mi soffermo molto sull’importanza della narrazione per poi presentare diverse fiabe interattive da raccontare ai bambini. Ecco alcuni semplici suggerimenti per rendere l’esperienza del racconto a scuola, al nido e nella scuola dell’infanzia, un momento coinvolgente e gratificante per i bambini.

 

Come raccontare le  fiabe  ai bambini? I bambini amano ascoltare le fiabe e adorano i libri illustrati, da guardare mentre noi raccontiamo. Piccoli suggerimenti per lavorare sugli aspetti basilari da tenere in considerazione:

1) Valorizzare il momento, dargli un’identità chiara: Scegliete sempre lo stesso spazio per raccontare e create, quando è possibile, il “cerchio delle storie” con i bambini. Lo spazio circolare ci permette di stare vicini, occhi negli occhi, annulla le distanze, favorisce l’ascolto e la condivisione delle fiabe e delle esperienze.

2) La ritualità: La narrazione, come il teatro, è fortemente legata all’aspetto rituale. Il rito restituisce e rafforza l’identità del percorso, amplificando il piacere dell’esperienza, valorizzando la componente emotiva che caratterizza ogni incontro. Le azioni ritualizzate permettono al bambino di sentirsi rassicurato e coinvolto emotivamente. Quindi trovate un “rito di apertura” per iniziare la lettura o il racconto ad alta voce, e un “rito finale” per concludere. Saranno due momenti giocosi e coinvolgenti che piaceranno molto ai bambini.

3) Tempi delle storie adeguati alle età: vi consiglio storie semplici e brevi per i bambini più piccoli, da associare alle figure del libro o ad una narrazione interattiva per incuriosire i bambini. Coinvolgerli direttamente nel racconto, in alcuni momenti, attraverso la ripetizione di gesti e suoni, o mediante l’utilizzo di pupazzi per interagire, permette al bambino più piccolo (di 2-3 anni) di potenziare la capacità di ascolto attivo. Con i bambini più grandi possiamo scegliere fiabe un po’ più lunghe, sviluppando ulteriormente anche la modalità del racconto interattivo: la fiaba può diventare uno spazio espressivo da esplorare anche con la voce e con il corpo, terreno fertile per il gioco teatrale.

4) Narrare con passione e senza fretta: per permettere ai bambini di appassionarsi ad ogni racconto ricordiamoci di narrare ogni storia dando il giusto risalto a tutti gli aspetti della nostra voce. Il ritmo è fondamentale: acceleriamo..rallentiamo..creiamo delle sospensioni temporali..gustiamo un attimo di silenzio. Accogliamo ogni passaggio narrativo nella nostra voce: c’è un momento per velocizzare e c’è un momento per fermarsi e attendere..che cosa succederà? Dal nostro modo di narrare dipende l’attenzione e la curiosità dei bambini. Ricordiamoci che la fretta è bandita! La narrazione ha bisogno dei suoi tempi e non si va mai di corsa! Per i bambini il piacere di ascoltare nasce dallo stupore: cosa accade ora? E poi cosa succederà? Trasmettiamogli il piacere dell’attesa che rende le cose ancora più belle e preziose. Ogni storia è fatta di tempi e ritmi diversi..parole, silenzi, sguardi. E’ tutto un universo di suoni ed emozioni da assaporare con calma.

Abbiamo analizzato insieme la valenza della narrazione come strumento per favorire l’apprendimento e l’acquisizione di nuove competenze. Abbiamo sottolineato anche l’importanza delle fiabe come “ponte” positivo fra adulto e bambino, per costruire uno spazio di condivisione e relazione armoniosa, denso di significati affettivi. Abbiamo esplorato insieme alcuni suggerimenti pratici per raccontare storie. Quindi, alla domanda “che vita sarebbe senza fiabe?” propongo di rispondere concretamente accogliendo le storie e la narrazione come risorse quotidiane da valorizzare con i bambini, a casa e a scuola.

 

Helga Dentale

Helga Dentale è formatrice per educatori e insegnanti, ideatrice del Metodo Teatro in Gioco®, la sua sede operativa è a Roma ma lavora in tutta Italia per  condurre seminari e corsi di formazione. È autrice di libri di fiabe interattive per bambini e di pedagogia teatrale per adulti.

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