Come è nata l’idea del libro “Il burattino poliglotta” Un approccio innovativo per l’apprendimento delle lingue seconde e straniere?

Nonostante attualmente troviamo tante proposte educative per l’insegnamento delle lingue seconde e straniere, spesso educatori e insegnanti si sentono poco preparati per operare su questo fronte nell’ambito della prima infanzia (0-7 anni) e chiedono strumenti più adeguati a tale fascia di età con un approccio innovativo alla didattica.

“Il burattino poliglotta” viene incontro a questo bisogno. Infatti nel volume proponiamo il burattino come strumento di alto valore pedagogico nell’insegnamento-apprendimento di una lingua straniera in quanto fa parte dell’ambiente naturale di gioco del bambino e va incontro alle sue esigenze; permette all’educatore di creare un contesto stimolante ed arricchente; rappresenta una modalità divertente e coinvolgente, prediligendo temi collegati agli interessi dei discenti ed agli obiettivi educativi dell’adulto.

Devo dire che nella mia carriera professionale ho pubblicato diversi articoli e libri ma il presente lavoro, scritto a quattro mani, mi ha dato molte soddisfazioni! La collaborazione con Mariano Dolci risale all’inizio del 2000, periodo in cui muovevo i miei primi passi nel teatro d’animazione in ambito educativo. Mariano mi ha sempre trasmesso la sua ricca esperienza con passione. Sulla spinta di tale sinergia è nata l’idea di scrivere un volume che raccogliesse la nostra pluriennale esperienza. Ricordo che Mariano ha collaborato a lungo con Loris Malaguzzi e l’equipe pedagogica di Reggio; è stato un protagonista della sperimentazione e dell’affermazione del Reggio Emilia Approach.

il burattino poliglotta paula eleta

Dolci M, e Eleta P., 2017, “Il burattino poliglotta” Un approccio innovativo per l’apprendimento delle lingue seconde e straniere”, Ed. Amazon in digitale (Kindle eBook) e in versione cartacea

Il libro è disponibile su Amazon sia in versione cartacea che digitale.

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I burattini riescono a coinvolgere i bambini di oggi?

In un mondo come il nostro, con tanti nuovi media e linguaggi prematuramente a disposizione dei bambini, alcuni potrebbero avere delle perplessità verso l’utilizzazione di un linguaggio antico, artigianale come quello dei burattini. Ma senza togliere nulla ad altri linguaggi, come quelli multimediali di gran valore educativo, siamo convinti che il burattino non è andato in “pensione”. Anzi! Il burattino non ha perso la sua magia: bambini e adulti restano ancora incantanti quando questo linguaggio si esprime al meglio, rendendosi reale e concreto durante l’animazione.

 

Possiamo riportare lo stesso concetto in ambito educativo, dove il linguaggio del burattino ha un enorme potere di coinvolgimento che si rende evidente nell’attesa dei bambini e, più tardi, nel loro entusiasmo quando il personaggio spunta in aula/in sezione. Infatti, non sono rare le occasioni in cui i bambini portano dei doni ai personaggi di sezione, oppure condividono con loro delle emozioni e delle esperienze che a volte non riescono a condividere con i propri coetanei e nemmeno con gli adulti.

In poche parole, perché leggere questo libro?

Per tanti motivi… fra qui la sua impronta operativa. Si tratta di una proposta pratica e anche fortemente innovativa e documentata, in quanto radicata nell’esperienza concreta dell’ultimo ventennio di lavoro sul campo di entrambi gli autori.

In sostanza, proponiamo prima una riflessione a 360° sull’utilizzo del burattino in ambito educativo e, poi, in particolare sul suo utilizzo nella didattica delle lingue seconde e straniere, con tanti esempi pratici ed esperienze realizzate in vari contesti educativi. Si offre, inoltre, un’ampia bibliografia di riferimento teorico-pratica. Infine, per offrire ulteriori strumenti di lavoro, si illustra un modello di realizzazione di burattino, con una tecnica semplice e veloce.

Non dimentichiamo che il burattino è “poliglotta” per sua stessa natura, in quanto incarna linguaggi universali e trasversali a tutte le culture ed alle differenti lingue. Per tale peculiarità si può utilizzare nel processo di insegnamento-apprendimento delle lingue stesse in vari contesti, con gruppi piccoli, numerosi, omogenei, eterogenei, internazionali, transculturali e interculturali. Di conseguenza, per favorire il bilinguismo nei bambini piccoli, vale la pena provare questo bellissimo strumento!

Paula G. Eleta è laureata in sociologia e lavora da più di 15 anni principalmente nell’ambito della prima infanzia (0-6 anni) su temi relativi a intercultura/processi inclusivi, metodologia ludico-educativa (attraverso diversi linguaggi espressivi alternativi quali burattini, storytelling, giochi, tecniche para-teatrali, etc.), L2, collaborazione scuola-famiglia, sostegno alla genitorialità, continuità educativa, BES e gestione di processi partecipativi. Ha pubblicato in Italia e all’estero diversi articoli e volumi.

Per contatti e informazioni: www.raconte.it/ / p.eleta@raconte.it

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