Sono molte le occasioni in cui un bambino sperimenta la gelosia, ma quella più riconoscibile, e forse la più importante, è la nascita di un fratello o una sorella.

L’arrivo di un fratellino o di una sorellina rappresenta un evento speciale che porta con sé emozioni forti e contrastanti. La gioia e la curiosità di accogliere il nuovo arrivato si accompagnano alla paura di perdere ciò che è noto e sicuro. Gli equilibri esistenti cambiano in modo drastico, tutta la famiglia viene inondata da un mare di sentimenti diversi e ogni membro ha risposte differenti; la prima reazione a cui pensiamo, però, è la gelosia manifestata dal fratello o sorella maggiore.

Ma che cos’è la gelosia?

È un sentimento naturale, determinato dal timore di perdere l’esclusività del rapporto con la persona amata. Se pensiamo al periodo dell’infanzia, sappiamo quanto i bambini dipendano dalle loro figure di riferimento e quanto desiderino essere “unici”, al centro dei pensieri e delle attenzioni di mamma e papà. L’arrivo di un neonato mette in crisi le certezze raggiunte fino a quel momento e iniziano a sorgere dubbi piuttosto inquietanti per il bambino: mamma e papà mi vorranno ancora bene? Avrò ancora un posto speciale nel loro cuore? Sono domande legittime a cui i piccoli devono trovare risposta; così come legittimo è il sentimento di gelosia che nasce in loro. Lo psicoanalista inglese Winnicott diceva che “la gelosia è normale e salutare, nasce dal fatto che i bambini si amano, se non fossero capaci di amore, non dimostrerebbero nemmeno gelosia”.

Generalmente la gelosia è più intensa quando i fratelli hanno una differenza di età inferiore ai tre anni, mentre tende ad attenuarsi all’aumentare di tale differenza, perché le esigenze e le attività dei due bambini sono diverse.

Come si manifesta?

I comportamenti possono essere diversi a seconda dell’età e del carattere del bambino. A volte compaiono subito, a volte prima della nascita o anche molto dopo. La gelosia può essere manifestata in forma diretta, altre in forma più nascosta e può avere diversi livelli di intensità. Il bambino può manifestare atteggiamenti ostili verso i genitori, in particolare la mamma, oppure direttamente verso il fratellino; scoppi di rabbia, una piccola contrarietà è sufficiente per scatenare una crisi di nervi; mettere in atto comportamenti aggressivi, a volte verso i pari; può manifestare “mutamenti di azione”, verso il fratello o il genitore, ecco che un bacio diventa un morso e una carezza uno schiaffo, cambiamenti che rappresentano i sentimenti ambivalenti provati dal bambino; può aumentare la dipendenza nei confronti della mamma; si possono osservare comportamenti regressivi, incubi notturni e frequenti risvegli, somatizzazioni, tic o condotte insolite; sono frequenti pianti, lamentele, continue cadute o “incidenti” che hanno lo scopo di attirare l’attenzione. Comportamento da tenere sott’occhio è quello del bambino modello, assennato e obbediente, che spesso si sforza di corrispondere all’immagine che di lui desiderano i genitori.

Come riesce a superare la gelosia il bambino?

Sebbene la gelosia sia una risposta naturale e spontanea del bambino, può essere contenuta o al contrario favorita da alcuni atteggiamenti dei genitori. È fondamentale, quindi, affinare la propria attenzione e trovare delle strategie per evitare che un disagio transitorio e fisiologico si trasformi in un comportamento problematico e più duraturo nel tempo. È importante non negarla, sradicarla o reprimerla, ma accoglierla, aiutando il bambino ad esprimerla e rassicurandolo rispetto la naturalezza del sentimento che sta provando. Non rimproverare o mortificare se manifesta comportamenti regressivi. Dobbiamo pensare che con il suo atteggiamento, a volte per noi adulti fastidioso e difficile da gestire, il bambino sta esprimendo il suo bisogno di sapere se mamma e papà ci sono ancora per lui. Prova paura e insicurezza, teme di non essere amato e considerato al pari di un altro; sta attraversando un momento difficile e complesso, non può essere considerato un bambino che si comporta male di proposito.

Sicuramente lo può aiutare il continuare a vivere momenti felici di soddisfazione dei propri bisogni e di conforto; in questo modo riceverà sicurezza e positività. L’immaginazione e il gioco permettono al bambino di scoprire che può avere fantasie “distruttive” sul fratello, cariche di rabbia, ma che non sortiscono nessun effetto perché non modificano la realtà. Con il passare del tempo, il bambino scoprirà che condividere con il fratello spazi o esperienze può sì dare origine a conflitti, ma contemporaneamente fornisce l’occasione di vivere momenti di piacere, arricchenti e che danno un senso di appartenenza.

A volte i bambini sembrano aver superato la gelosia, ma dopo qualche tempo si ripresenta: è normale soprattutto in concomitanza con cambiamenti di vita familiare, l’ingresso a scuola…

Provare gelosia, poterla esprimere e in seguito superare è una fase fondamentale della crescita, che permette al bambino di arricchire il suo mondo interiore, rivela la sua capacità di amare e di essere amato. Riconoscere che gli interessi materni sono molteplici e diversi dai propri e che non si è al centro del suo universo è doloroso, ma rappresenta una tappa fondamentale per la conquista della propria identità. La sofferenza provocata dalla gelosia impone al bambino la necessità di trovare soluzioni per attenuarla e superarla. Le strategie che userà saranno un arricchimento per lui. Constatare poi che nonostante i timori iniziali, non ha perso l’amore dei genitori, dà al bambino un’enorme sicurezza e serenità.

 

Non c’è solo gelosia…

L’arrivo di un fratellino non significa solo provare gelosia. C’è molta curiosità rispetto al nuovo arrivato, sono presenti sentimenti di tenerezza e cura. Davanti ai coetanei il bambino sarà orgoglioso di “mostrare” il fratellino e tenderà a proteggerlo. Adesso, in casa, ha un alleato nei confronti dei genitori: finalmente c’è qualcuno che capisce il suo mondo meglio di qualunque altro adulto.

Lo spazio che si crea tra fratelli è uno spazio ricchissimo, all’interno del quale i bambini si possono cimentare in un rapporto con coetanei. I fratelli litigano, si aiutano, si separano, si accusano imparano a negoziare, a cooperare, ma soprattutto a creare un legame affettivo unico.

 

Wilma Zonca

Psicologa Perinatale – Psicoterapeuta

Vicepresidente dell’Associazione culturale ma.ma

www.accudimentoneonatale.com      |     fb.me/psicologazonca

 

 

Lascia un tuo pensiero...