Essere un genitore significa, tra le altre innumerevoli cose, sapersi sempre mettere in gioco e reinventare. È una cosa che ho sperimentato direttamente come mamma, ma anche e soprattutto lavorando con le famiglie e supportando altri genitori nel loro ruolo genitoriale.

Per condividere questa idea parto spesso, nei miei laboratori, con una provocazione, un’attività inusuale: presento uno spazzolino per il water e chiedo ai partecipanti di trasformarlo in qualcosa di diverso, mimando diverse azioni ed usandolo come strumento nella finzione. Uno spazzolino per il water. un gioco insolito e perfino un po’ oltraggioso. Uno spazzolino per il water come invito a trasformare un oggetto in una moltitudine di cose diverse, per dare nuove identità, per vedere le cose da punti di vista differenti. Una provocazione molto simile a livello concettuale all’opera “Fontana” di Marcel Duchamp. L’artista infatti cercava di provocare con le sue creazioni per spingere le persone a riflettere sulla relatività del concetto d’arte: qualsiasi cosa può essere arte se viene percepita come tale, perfino un orinatoio.

Con una provocazione presento quello che è il mio approccio alla genitorialità: impariamo a vedere le cose da prospettive inedite, da diversi punti di vista.  Nel mio lavoro utilizzo spesso l’arte, soprattutto moderna e contemporanea, e questo perché, come già avete potuto capire dalle prime righe di questo articolo, l’arte contemporanea è caratterizzata dalla provocazione. È spiazzante, a volte anche incomprensibile e spesso perfino un po’ oltraggiosa. Ma proprio per questo davanti un’opera d’arte contemporanea non si può rimanere indifferenti. L’arte ci provoca, fa scaturire reazioni e pensieri. Ci fa riflettere, ci fa rivedere i nostri punti di vista, ci fa perdere l’orientamento a volte, e per questo ci offre occasioni di crescita.

Tutto questo è esattamente ciò che succede quando diventiamo genitori. Essere genitori è sicuramente complesso è senza dubbio una delle cose più complicate, affascinanti e allo stesso tempo spaventose della nostra vita. Affrontare il nostro ruolo con creatività, e nello stesso modo in cui ci si può accostare ad un’opera d’arte moderna, è sicuramente un modo innovativo ed alternativo per affrontarne la complessità. Le opere d’arte non sono altro che metafore: ognuno ci può vedere quello che vuole. A volte le interpretazioni personali vanno a coincidere con gli intenti dell’artista, a volte lo spettatore ci vede messaggi completamente differenti. Le opere parlano ad ognuno in maniera differente e ad un livello profondo. Utilizziamo le metafore per spiegare cose e concetti che non si riescono a definire al 100%. Utilizziamo le metafore per trovare risposte accettabili a domande articolate e dinamiche. Nella genitorialità non ci sono risposte sempre valide, né tanto meno ricette specifiche, istruzioni definite per come comportarsi e come agire nelle diverse situazioni della quotidianità con i nostri figli. Per questo motivo il mio intento non è mai fornire risposte predefinite ma al contrario stimolare la riflessione ed innescare un processo in cui nascano innumerevoli domande a cui ognuno, a seconda della propria storia personale, delle situazioni e circostanze, troverà le proprie personali risposte. Proprio come davanti a un’opera d’arte.

Il mio libro Genitori fatti ad arte’ (edito da La Meridiana) è proprio questo: è un mix di provocazione, metafore, creatività, domande ed un percorso di riflessione alla ricerca delle proprie risposte. È un libro principalmente per i genitori in attesa, per prepararsi al loro futuro ruolo, ma anche per coloro che hanno già dei figli, per riflettere insieme sulla genitorialità in modo creativo, attraverso l’arte ed attività pratiche. Il libro ha inoltre un’omonima rubrica online che sviluppa il medesimo approccio ma senza focalizzare l’attenzione sulla gravidanza (https://www.officinagenitori.org) e una pagina FB a disposizione di famiglie e genitori.

Mi permetto di concludere prendendo in prestito una frase del grande Bruno Munari che diceva che un bambino creativo è un bambino felice (intendendo un bambino a cui è data la possibilità di esprimere appieno la propria creatività, dato che per natura tutti i bambini sono creativi). Io sostengo che un genitore creativo sia un genitore (più) felice. Ma la creatività è qualcosa che va custodita, alimentata, allenata. E l’arte ci offre infinite possibilità per farlo, anche nel nostro ruolo genitoriale.

Dove si può acquistare il Libro?

GENITORI FATTI AD ARTE di Sara Baistrocchi

genitori datti ad arte di sara baistrocchi

Sara Baistrocchi
www.officinagenitori.org

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