Si tratta della possibilità di usufruire dell’indennità per madri e/o padri iscritti alla Gestione Separata, anche adottivi o affidatari, per un periodo di astensione pari a 5 mesi. Tale diritto può essere esercitato anche nei casi in cui non siano stati versati dei contributi dovuti: quando il committente o associante, manca il versamento della contribuzione, le nuove disposizioni di legge si applicano in favore delle lavoratrici e dei lavoratori “parasubordinati”, poiché non responsabili dell’adempimento dell’obbligazione contributiva

 

La nuova legge, il Jobs Act su lavoro autonomo e smart working, concede alle lavoratrici in gestione separata il diritto alla maternità anche se si sceglie di non astenersi dal lavoro, prolungando a 6 mesi il congedo (fino al 3°anno di vita del bambino/a).

Le indicazioni su cui fare riferimento sono indicate nella Circolare n. 128/2016, che riporta i requisiti per i Padri con lavoro autonomo in caso di Madre dipendente o autonoma,

 

La Normativa

I riferimenti delle normative si trovano nel decreto legislativo n. 80/2015  (modificati gli artt. 28, 66 e 67 del T.U. maternità/paternità (D.Lgs. 151/2001)).Per i lavoratori autonomi, l’indennità di paternità era stata introdotta in modo sperimentale per l’unico anno 2015, nel Dlgs 148/2015 (dal 25 giugno 2015) era stata modificata e quindi resa strutturale.

I lavoratori autonomi, rientrano nelle seguenti categorie: artigiani, coltivatori diretti, commercianti, coloni, imprenditori agricoli a titolo principale, mezzadri, pescatori autonomi della piccola pesca.

I Requisiti

Per beneficiare dell’Indennità, è necessario che la madre sia una lavoratrice dipendente o autonoma e che il padre sia iscritto ad una delle Gestioni INPS per i lavoratori autonomi e  rimanga l’unico genitore in caso di:

  • morte o grave infermità della madre;
  • abbandono del figlio da parte della madre;
  • affidamento esclusivo del figlio al padre.

L’indennità di paternità

L’indennità di paternità è parte dalla data in cui si verifica l’evento fino all’ultimo giorno del post partum che sarebbe spettato alla madre

Il Post Partum:
  • madre lavoratrice autonoma: 3 mesi dopo il parto
  • madre lavoratrice dipendente:  3 mesi dopo il parto più eventuali periodi di congedo di non goduti prima del parto.

La data della nascita è indennizzata solo a favore della madre lavoratrice che ha diritto all’indennità. Per i padri autonomi non è prevista l’astensione dal lavoro

L’indennità è calcolata in base alle stesse regole previste per l’indennità di maternità ed è pari quindi all’80% di un importo giornaliero individuato a seconda dell’attività autonoma svolta:

  • artigiani e esercenti di attività commerciali: 80% del limite min. di retribuzione giornaliera, rispettivamente per gli impiegati dell’artigianato e del commercio con riferimento all’anno in cui inizia l’indennità;
  • lavoratori autonomi agricoli: 80% del limite min. di retribuzione, rispettivamente per gli operai dell’agricoltura con riferimento all’anno precedente il parto (anno di inizio adozione o affidamento);
  • pescatori associati in cooperativa (pescatori della piccola pesca marittima e delle acque interne) : 80% del salario giornaliero fissato per l’anno in cui inizia l’indennità.

Come fare domanda

E’ necessario presentare domanda all’INPS, per via telematica (Patronati, WEB o  Contact center multicanale ), dal giorno successivo alla fine del periodo indennizzabile, entro il termine prescrizionale di un anno decorrente

Fonte: Circolare INPS – Dlgs n. 80/2015.

 

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