Le domande che attanagliano le mamme a tal riguardo sono moltissime, alcune si chiedono se sarà troppo presto, se proverà un forte senso di abbandono o se tornerà a casa malato più del dovuto..

Sono tutte domande lecite e mai fuori luogo, ma pian piano che il vostro cucciolo frequenterà l’Asilo Nido, le risposte arrivano veloci e per la maggior parte dei casi, saranno sempre più che positive!

Sono stati condotti molti studi circa questo argomento, e noi del “Pianeta” nel nostro “piccolo” abbiamo più di un dato per farci un’idea e darvi una risposta:

I benefici di cui giovano i Bambini sono innumerevoli!

Ne elenchiamo qualche d’uno:

Sviluppi Sociali

I Bambini che frequentano fin da subito un Asilo Nido, sono sempre più invogliati a frequentare questi contesti sociali, imparano molto nei ritmi e nei comportamenti poichè riescono a confrontarsi, migliorando così la capacità di espressione. Riducono i comportamenti di aggressione e il comportamento.

“La vita di gruppo costituisce uno degli aspetti più preziosi dell’esperienza del Nido, per i bambini il confronto con i pari rappresenta una palestra insostituibile per sviluppare e allenare le proprie competenze relazionali: gestire i conflitti e le contese; comunicare bisogni e, crescendo, desideri; comprendere che anche l’altro ha pensieri e sentimenti propri, che vanno rispettati; sperimentare dinamiche gioco condiviso; confrontarsi con le regole e i limiti. I bambini, attraverso l’esperienza di vita comunitaria, imparano a confrontarsi con l’attesa e a ricercare strategie efficaci nella gestione della frustrazione che ne consegue. 

I bambini al nido, inoltre, imparano a relazionarsi con adulti diversi dai propri genitori, riuscendo a stabilire legami significativi con le educatrici acquisiscono fiducia verso il contesto comunitario e verso sé stessi. Saranno spronati nello sviluppo delle competenze comunicative e accompagnati in un percorso di autonomia che li porterà a scoprire risorse che li faranno sentire sempre più sicuri.”
Simona Auricchio – Psicologa

Sviluppi cognitivi

I Bambini sviluppano in modo sempre più precoce la capacità di concentrarsi, apprendere e prestare attenzione.

“Attraverso le attività logico-strategiche, ma soprattutto vivendo lo spazio e il tempo del nido, il bambino allena la mente ad accogliere novità e a costruire nuove connessioni tra le informazioni. Impara così a riconoscere i propri oggetti e quelli degli altri memorizzandone le analogie e le differenze, interiorizza i diversi momenti della giornata e gli aspetti legati alla routine, allena la memoria e ordina ciò che vive in categorie logiche. E’ inoltre facilitato a concentrarsi e a mantenere un’attenzione sempre più costante nel tempo; tutto questo accompagnato alla curiosità e al piacere di esplorare in un contesto di gruppo.

La vita di gruppo favorisce l’apprendimento per imitazione, permette di sperimentare e interiorizzare schemi d’azione osservati nell’altro, dà origine ad un pensiero condiviso, aumenta le capacità di problem solving, sollecita la nascita di un’idea di sé e della propria privacy e aiuta il bambino a restare costantemente attivo nella comunicazione e nel processo creativo.

Inoltre l’assenza delle figure d’attaccamento permette al bambino di provare a pensarle e immaginarle, dando inizio all’uso dell’immaginazione come forma di autocura e alla costruzione delle risorse cognitive utili a gestire le emozioni disturbanti.”

Samanta Bianchi – Psicologa e Psicoterapeuta

Rinforzo del sistema immunitario

Inutile mentire: durante il primo anno scolastico (Nido o Materna) è probabile che il Bambino si ammali di sovente. Il suo sistema immunitario è ancora acerbo e inizia a rafforzarsi proprio in questi contesti sociali. Al contatto con nuovi microbi il Bambino sviluppa la “malattia” e inizia così a rinforzare il suo sistema immunitario che pian piano che passa il tempo riuscirà in modo sempre più efficace a combattere l’agente infettivo.

*Rimandiamo alla stretta alleanza con il Vostro Pediatra personale.

Perché ci si ammala frequentando un asilo nido? Perché lavaggi nasali, aerosol e umidificatore diventano i migliori amici-nemici dei genitori durante le notti d’inverno?

La risposta risiede nel fatto che il Sistema Immunitario dei bambini è ancora troppo “giovane”,  troppo immaturo per garantire una buona difesa dagli agenti estranei. Certamente stiamo parlando di un sistema molto complesso, deputato al riconoscimento del self dal non-self; c’è bisogno di tempo ed “esperienza” per garantirne la specializzazione, favorendo così il mantenimento di un buon equilibrio e conservando lo “stato di salute”. Non soltanto studi clinici, ma anche l’esperienza comune ci insegna  infatti come la suscettibilità alle affezioni virali e batteriche sia massima nella prima infanzia, a causa proprio di una immaturità di tale Sistema, sia nella sua forma innata che in quella attivata. La forme innata è la forma di difesa che potremmo definire “di base”, infatti è quella più attiva nel neonato. Questa da una parte presenta una scarsa specificità, ma dall’altra riesce a sfruttare soprattutto le barriere fisiche.

L’immunità adattativa o acquisita è la forma “più evoluta”; quella purtroppo ancora molto carente durante la primissima infanzia; certamente più efficace e più specifica della forma innata, ma molto più lenta nel processo maturativo. La necessità di tempi lunghi deriva dal fatto che una volta sviluppatasi correttamente, questa forma adattata è capace di articolarsi e di offrire un meccanismo di difesa molto più completo e complesso fatto di una risposta umorale (produzione di Anticorpi) ed  una di tipo cellulo-mediata (produzione di cellule capaci di distruggere le cellule infette). Questo tipo di immunità ha la possibilità di potenziarsi col susseguirsi delle esposizioni agli agenti esterni e quindi di acquisire una maggiore capacità “difensiva” ogni qual volta si realizzi un nuovo contatto. Questo ci spiega perché il “sacrificio” dei primi anni di collettività in realtà non sia del tutto vano. Infatti un ingresso precoce in una “comunità infantile” espone più facilmente i bambini ad un incontro/scontro con agenti esterni, portandoli ad ammalarsi più di frequente, ma anche a crescere più velocemente.

Cosa accade se in modo “protettivo” si sceglie di non far frequentano il nido, sperando così di eludere questi scomodi incontri infettivi?

Si andrà soltanto a rinviare un appuntamento quasi obbligato; infatti i bambini andranno comunque inevitabilmente incontro a numerose malattie di stagione al primo anno di scuola materna, perdendo dall’altra parte un fondamentale step di crescita collettiva. In generale possiamo quindi affermare che per raggiungere un buon equilibrio immunitario è di estrema importanza l’esposizione alle affezioni infantili, “confronto” che risulta fondamentale per favorire che il sistema immunitario si fortifichi.

Tuttavia è necessario sempre dare la giusta importanza alla individualità, ricordando che ogni bambino è a suo modo unico e diverso anche in questo percorso maturativo (alcuni soggetti risultano  più precoci di altri anche sotto il punto di vista maturità immunitaria o più semplicemente alcuni sono più robusti di altri). Altrimenti sarebbe corretto attendersi dopo i primi due anni di difficoltà, di andare incontro ad una infanzia priva di altre affezioni infettive; ma purtroppo le cose non sempre vanno così e non sarebbe corretto illudervi con questa falsa aspettativa. Forse in modo un po’ più pragmatico potremmo concludere affermando che l’avventura e il percorso maturato di un bambino che frequenta l’asilo nido non riguarda soltanto lo sviluppo delle relazioni  sociali e gli stimoli cognitivi, ma diventa una vera palestra a 360°.

Dott.ssa Ketty Carlucci – Medico Chirurgo  – Pediatra Neonatologo Cardiochirurgo  –  lamiapediatria@gmail.com

Cosa dicono le mamme..

Quando ho iscritto il mio Bambino al Nido, avevo una paura folle e mi sentivo in colpa quando lo lasciavo piangente, la mattina, durante l’inserimento. Uscivo e mi rattristavo sentendolo piangere dalla finestra .. ma poi dopo poco, come per magia…: SMETTEVA! Al nido mia hanno insegnato a salutarlo e a “staccarmi” da lui. in effetti è andata molto meglio: ora piange quando lo portiamo via … vorrebbe stare li sempre :-))
Divenendo grande inventa giochi e canzoni..condivide spazi e giochi..ha stretto belle amicizie … la sera poi mi racconta quello che fa durante la sua giornata…!

Mamma Cristina – Asilo Nido “Il Pianeta dei Bambini” di Bareggio (MI)

Sono Carmen, la mamma di una bimba di 21 mesi. Le nostre iniziali paure quando dovevamo iscrivere la bambina all’asilo erano legate al fatto che era molto piccola, doveva ancora compiere 6 mesi.  Da mamma mi chiedevo: “Come faranno a seguire una bimba così piccola quando ci sono tanti altri bambini, con età ed esigenze diverse?” Sottovalutavo i metodi delle educatrici 🙂  Le paure iniziali sono svanite già al primo incontro, la sensazione che abbiamo avuto è quella di far stare la nostra bimba in una struttura che aveva un che di familiare. Quando è stato il momento di iniziare l’inserimento il personale del nido ci è venuto incontro studiando un piano di inserimento apposta per la nostra famiglia che tenesse conto delle nostre esigenze lavorative, tenendo conto degli orari di lavoro di noi genitori. Per fortuna la bambina ha reagito bene e per noi genitori è stato meno stressante soprattutto a livello psicologico…non dimentichiamoci che ci stavamo staccando per la prima volta da lei e questa modalità “soft” ci ha aiutati in questo delicato passaggio.

 I benefici derivanti dal frequentare il nido sono tanti e ce ne accorgiamo tutti i giorni stando con la nostra bambina. Rapidamente è diventata autonoma nel mangiare e da poco anche molto più brava nel vestirsi da sola.  Vediamo tanti progressi nel linguaggio e nel comportamento, che probabilmente è influenzato anche dallo stare a contatto con altri bambini più grandi.
Il nido non è solo un “parcheggio” dove far stare i bambini la giornata in attesa di andarli a prendere la sera. E’ un luogo dove vengono stimolati con attività, giochi, laboratori sempre diversi. E che con tutta la buona volontà noi a casa non potremmo replicare. Non dimentichiamo l’importanza che ha lo stare a contatto con altri bambini, si impara a socializzare. Si impara a condividere.
Mamma Carmen – Asilo Nido “Il Pianeta dei Bambini” di Bareggio (MI)

Dopo l’inserimento, il giorno in cui l’ho lasciata in quella stanza a giocare e sono uscita senza di lei, per la prima volta dopo mesi in cui è sempre stata accanto a me, sono stata pervasa da forti e strane sensazioni. “Chissà cosa penserà girandosi e non vedendomi accanto a lei”, “chissà chi asciugherà le sue lacrime o chi sarà in grado di capire i suoi bizzarri segnali di comunicazione”. Mi sembrava quasi impossibile che, così piccola, potesse abituarsi a non avermi accanto.  Poi sull’onda delle lacrime, le mie e le sue, la novità si è fatta quotidianità. 

Una quotidianità a misura di bimba fatta di affetto, di stimoli alla crescita, di un mondo da imparare e da raccontare. Una quotidianità anche a misura di mamma, fatta di serenità e di gioia nel vedere la spensieratezza con cui trascorre il tempo al nido. Un tempo che potrei definire RICCO, dal punto di vista umano ed educativo. Un tempo ben impiegato in una esperienza che ha trasformato la mera esigenza di una mamma che lavora nell’opportunità di far vivere ad una figlia tante bellissime esperienze che di sicuro l’hanno aiutata in quel faticoso e duro compito che è diventare grandi.  

Mamma Rita – Asilo Nido “Il Pianeta dei Bambini” di Bareggio (MI)
Ebbene arriva un altro momento in cui le decisioni da genitori posso fare la differenza per il proprio figlio…iscriverlo all’asilo nido o no?
Di alternative ne avevamo ma l’idea che nostra figlia stesse con altri bimbi a fare cose da bimbi per bimbi con altri bimbi con persone che propongono e li incuriosiscono nella maniera più coinvolgente era, per noi, la più giusta. Io, come mamma, non potevo dare e fare lo stesso, un po’ per tempo, spazio, e competenze. Però l’asilo doveva superare la richiesta più sofisticata del mondo: la nostra creatura doveva entrare ed uscire con il sorriso sul viso ogni giorno.
Abbiamo visionato alcune strutture, abbiamo scelto e iniziato l’inserimento. 
Il primo giorno era già di casa ed ha anche pianto per venire via.. I giorni successivi la reazione è stata la stessa. Il confronto con il personale del nido era stato costruttivo e soprattutto realistico…la “crisi” sarebbe arrivata.
Infatti arrivò e con la crisi anche dubbi e paure (se non le piace? Se la trattano male? Se abbiamo sbagliato un po’ tutte le scelte?). 
Alla fine l’inserimento serve anche alla mamma per capire e dare piano piano fiducia. Ho dato tempo per conoscere e farci conoscere.
Come mamma sono contenta della decisione che abbiamo preso per la nostra bimba e la richiesta più sofisticata del mondo è stata soddisfatta!
Mamma – Asilo Nido “Il Pianeta dei Bambini” di Bareggio (MI)

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