Il Pianeta dei Bambini intervista Deborah e Alessia, titolari dell’Asilo Nido La Fabbrica delle Coccole di Locate di Triulzi (MI).

Deborah e Alessia sono in possesso del diploma di specializzazione Montessori per educatori della prima infanzia presso l’Opera Nazionale Montessori e hanno deciso di utilizzare questo metodo per la conduzione del loro Asilo nido.

Qual era lo scopo di Maria Montessori e dei suoi studi?

Maria Montessori credeva fortemente nell’educazione delle nuove generazioni, che avrebbero portato un mondo di pace e serenità. Crescere una generazione di bambini rispettosi, di bambini autonomi e fiduciosi in se stessi farebbe del mondo un posto migliore.

Da cosa nasce il Metodo?

Il metodo ideato da Maria Montessori è stato formulato in base ad una serie lunghissima, ben 50 anni, di osservazioni sui bambini. Da queste osservazioni, puramente scientifiche, da medico quale era Maria Montessori, nascono considerazioni all’epoca all’avanguardia, e che oggi sono state confermate dagli studi più moderni delle Neuroscienze: l’importanza del periodo della gravidanza e delle sue interazioni sul nascituro, l’importanza e la necessità di garantire un parto sereno e meno traumatico per il bambino, l’importanza dei primi tre anni di vita in cui il bambino costruisce se stesso sia a livello fisico che psicologico.

Da quando si può cominciare ad applicare il metodo?

Fin dalle prime fasi della vita. Siamo portati a pensare che fino a che il bambino non interagisce con l’adulto in modo attivo, sia un piccolo essere inerte e senza vita cerebrale. In realtà nei primi tre anni, la mente del bambino è al massimo delle sue potenzialità, tant’è che viene definita da Maria Montessori “mente assorbente”; egli sviluppa ciò che non riuscirà a fare in tutta la vita: linguaggio, prima imitando il labiale, passando poi alla lallazione ed alle prime parole, i movimenti fini e grossi del corpo, dal prendere una piccola cosa in mano, al camminare, al correre e saltare. Quel piccolo essere costruisce giorno dopo giorno se stesso fin dalla nascita.

E qui sta proprio il nodo cruciale: come aiutare il bambino in questo percorso?

Semplicemente non ostacolandolo. Si, perchè spesso l’adulto, senza neanche rendersene conto, pensando di aiutare il bambino e pensando di essergli utile, si sostituisce a lui: nel vestirlo, nel nutrirlo, imboccandolo senza lasciare che egli possa sperimentare e rapportarsi con il cibo, tenendolo “legato” in un passeggino, senza dargli possibilità di camminare, cadere e rialzarsi da solo, non dandogli la possibilità di sbagliare, di apprendere e di sperimentare i suoi limiti.

In cosa consiste il metodo?

Descrivere in poche righe in cosa consiste il metodo e come si applica sarebbe non solo impossibile, ma anche inutile, in quanto ciò che più conta è come riusciamo a vedere ed osservare il bambino. Se riusciamo davvero ad entrare in sintonia con questa filosofia, se cerchiamo davvero di metterci nei panni del bambino ed osservalo in modo distaccato e scientifico, siamo già a buon punto. Ma questo, anche le più esperte montessoriane lo raggiungono col tempo e l’impegno, perchè non mettersi più al centro, restare in un angolo ad osservare e non usare il proprio potere come adulti, comporta una grande fatica.

Spesso il metodo viene tacciato di essere troppo libertario e freddo. E’ così?

In realtà il metodo impone al bambino fin da piccolissimo di imparare il rispetto per gli altri, per il lavoro altrui e per l’ambiente che lo circonda, pone dei limiti e confini dettati dall’ambiente stesso, che diventa parte integrante del metodo. La libertà deve quindi essere intesa come la possibilità che viene data al bambino di esprimere i propri impulsi e bisogni, lasciandogli l’opportunità di scegliere cosa fare in base all’ interesse e al desiderio del momento. Questo non vuol dire, però, non porre dei limiti o delle regole: il bambino ha bisogno di sentirsi arginato nella sua onnipotenza, ma queste devono essere poche e chiare, e chi le stabilisce deve essere fermo e autorevole, ma non autoritario. Per quanto riguarda la freddezza, non c’è niente anche qui di più travisato: non vieta assolutamente coccole e affetto di cui il bambino necessita, ma anche qui vige il rispetto. Dare affetto e coccole solo quando viene richiesto ed accettato dal bambino, in quanto è un essere vivente e come tale va rispettato secondo le sue necessità.

L’Asilo Nido di Locate di Triulzi

Perché avete deciso di conoscere e seguire il metodo Montessori?

Siamo state spinte dall’esigenza di approfondire le nostre conoscenze sul bambino e crescere professionalmente. Siamo convinte che la formazione, soprattutto nel campo dell’educazione, non finisca mai. Ma il corso ci ha dato molto più di questo.

Siamo partite con molto entusiasmo, senza però davvero sapere cosa ci avrebbe riservato. Ci si è aperto un nuovo modo di vedere il bambino, di osservarlo e di rapportarci con lui.

Cosa ha comportato l’applicazione del metodo nel vostro Asilo Nido?

L’applicazione del metodo ha comportato sicuramente una forte rivisitazione dell’ambiente e degli spazi. Abbiamo cercato di rendere l’ambiente il più accogliente possibile, che potesse trasmettere tranquillità, partendo anche da un colore neutro per le pareti e cercando di suddividere lo spazio in zone di attività (infilaggi, movimento grosso, cura personale…). Abbiamo eliminato oggetti che trasmettevano al bambino troppi stimoli, e li abbiamo sostituiti con oggetti studiati e creati interamente da noi, in base agli interessi osservati. Il corso ci ha fatto riflettere sull’importanza di usare oggetti e materiali di uso quotidiano e di costruire oggetti “fai da te”, con materiale semplice e curato. Ci sono voluti mesi di osservazione su come i bambini si muovevano all’interno del nostro spazio, per capire come strutturare l’ambiente per consentire il libero sviluppo, il libero movimento e la libera scelta del bambino, e ancora non abbiamo finito.

Quali risultati vi aspettate?

Sicuramente di migliorarci sempre più, di acquisire maggior consapevolezza sul bambino e nel fermarci ed osservare i bambini, ed è forse la cosa più difficile da fare per l’adulto. Di riuscire a trasmettere ai bambini il rispetto per gli altri tutti, persone e cose, di dare la possibilità ai bambini di rendersi il più autonomi e indipendenti possibili e di dare loro la gioia di sentirsi liberi all’interno di uno spazio che li accoglie come fosse la loro seconda casa.

Deborah e Alessia

Titolari dell’Asilo Nido “La Fabbrica delle Coccole” di Locate di Triulzi (MI)

del Network Il Pianeta dei Bambini®

Via O. Cattaneo, 5
20085 Locate di Triulzi (MI)
Tel.:327.5391125

locate@ilpianetadeibambini.it

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