La cicatrice è un tessuto fibroso che si forma per riparare una lesione (traumatica, patologica o da intervento chirurgico).

Le cicatrici non si rimarginano come ferite normali, ma lasciano un segno sulla pelle. Possono anche lasciare un segno nella mente.

Le cicatrici creano delle aderenze nei tessuti sottostanti, limitando lo scivolare delle fasce che avvolgano gli organi, i visceri e i muscoli. Queste aderenze creano trazioni importanti che possono andare a creare delle alterazioni posturali e quindi dolore.

Esistono due tipi di tecniche di intervento chirurgico:

  • Laparotomia: è quella più antica. Con il termine “laparotomia” intendiamo le tecniche chirurgiche che si esplicano attraverso un’incisione lungo la parete addominale. Per via laparotomica vengono comunemente eseguiti gli interventi di isterectomia, tagli cesarei, ecc. In ogni caso l’incisione si estenderà nello spessore della parete addominale e durante l’intervento sarà tenuta aperta con valve metalliche, permettendo così al chirurgo di utilizzare entrambe le mani e gli strumenti all’interno della cavità addominale. Durante la chiusura però non si tiene conto esattamente di tutte le direzioni delle fasce, per questo motivo si creano le aderenze.
  • Laparoscopia: tecnica introdotta negli anni ’70-’80. Tecnica con 3-5 buchetti di circa 5-10 cm, che prevedono l’inserimento degli strumenti chirurgici attraverso i trocars. L’intervento inizia creando una camera di gas (di solito anidride carbonica) nell’addome del paziente. Per via laparoscopica vengono eseguiti gli interventi per: biopsie epatiche, fenestrazioni di cisti, resezioni epatiche per lesioni benigne o maligne, indagini neoplastiche epatiche non ben evidenziabili dalle tecniche per immagini convenzionali. Le complicazioni possono riguardare l’introduzione di CO2 che serve a creare spazio durante l’intervento, che però crea delle modifiche all’interno dell’addome con stati irritativi. Inoltre, anche in questo caso, quando si estraggono i trocars al termine dell’intervento chirurgico, si creano cicatrici a spirale, che producono anch’esse molte aderenze fasciali.

Cosa può fare il trattamento osteopatico in caso di esiti cicatriziali?

Da un punto di vista meccanico una cicatrice può essere immaginata come delle graffette metalliche o delle mollette attaccate sui nostri vestiti che pinzano tra loro sia gli abiti che la biancheria sottostante: immaginando di doverci muovere, ci troveremmo dei tiranti che limitano i nostri movimenti.

Allo stesso tempo queste “graffette” invece pinzano tra loro dei piani di scivolamento fasciali dove vi è un significativo scorrimento di fluidi corporei (linfa, liquido sieroso peritoneale, ecc..) e vasi sanguigni: in tal modo, oltre al movimento, la cicatrice influenzano anche la circolazione sanguigna o linfatica.

Il trattamento osteopatico può essere utile per migliorare il processo cicatriziale, nell’imminente post-operatorio, in modo da permettere una guarigione che garantisca il corretto scorrere dei tessuti adiacenti.

Inoltre può essere un valido aiuto per quelle cicatrici presenti ormai da molti anni, poiché diminuisce e/o elimina le aderenze cicatriziali permettendo al tessuto fasciale di scorrere correttamente rimuovendo le alterazioni posturali che possono creare problemi come dolore lombare, alterazione dell’alvo, stitichezza, incontinenza urinaria, mal di testa, problemi circolatori agli arti inferiori come gonfiore, pesantezza alle gambe, ecc.

Uno studio osteopatico condotto su 54 soggetti che presentavano almeno una cicatrice in sede addomino-pelvica (da parto cesareo o come esito di un’appendicectomia o esito di ernia inguinale ecc.) e dolore lombare, ha evidenziato un notevole miglioramento della sintomatologia, del range dei movimenti e della mobilità della colonna vertebrale dopo le sedute di trattamento osteopatico.

In conclusione, il trattamento osteopatico svolto sulle cicatrici può essere un valido supporto per migliorare lo scorrimento fasciale, diminuire le aderenze, migliorare la mobilità delle articolazioni e la circolazione sanguigna al fine di diminuire o eliminare patologie come dolore lombare, mal di testa, formicolio alle mani/dita, alterazione dell’alvo, stitichezza, incontinenza urinaria e alterazioni posturali.

 

Arianna Sallustio
Osteopata D.O., M.Sc (UK)

Sito internet: www.ariannasallustio.it
Pagina Facebook: Arianna Sallustio Osteopata D.O.

 

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