Sono un papà di un ragazzo ormai quindicenne e un “computer scientist” al Centro Svizzero di Calcolo Scientifico di Lugano, dove passo le mie giornate in mezzo alla tecnologia più avanzata e lavoro con scienziati che sono, per fortuna, rimasti bambini curiosi e capaci di meravigliarsi.

Ho incontrato Montessori attraverso mio figlio che ha frequentato la scuola Montessori di Varese. Vedendolo contento di andarci e sentendo gli incredibili racconti di quello che faceva lì, mi sono avvicinato a questo mondo prima con curiosità, poi scoprendovi molti paralleli col mio lavoro con i supercalcolatori. E così ho cominciato ad approfondire le basi scientifiche di queste idee; del resto Maria Montessori era una scienziata, non una pedagogista, e per questo me la sento vicina, come una collega. Di conseguenza, non concordo nella maniera più assoluta con chi giudica il metodo Montessori vecchio, superato e non al passo coi tempi. Certo, all’inizio mi sono stupito anch’io di non trovare molta tecnologia nella scuola di mio figlio e, come tanti, mi sono domandato se questa scuola preparasse adeguatamente i bambini per un futuro in cui le tecnologie saranno pervasive.

La realtà è un’altra. Per cominciare, Maria Montessori non era assolutamente contraria alle tecnologie. Anzi, ne era affascinata. Ma aveva ben chiaro in mente che al primo posto viene il bambino e le sue esigenze di sviluppo. Nel libro cito una sua frase in cui afferma che gli “ausili meccanici”, la tecnologia, diventerà secondo lei una necessità generale nelle scuole del futuro. Però subito dopo ricorda con forza le priorità corrette sottolineando che questi ausili meccanici non sono sufficienti per realizzare la totalità dell’educazione.

Già, il libro. “La pedagogia Montessori e le nuove tecnologie” nasce innanzitutto per raccogliere e condividere i miei pensieri sui rapporti tra la mente del bambino e la tecnologia, perché tutto nel Montessori si fa in un certo modo perché c’è un motivo scientifico alla base. La Dottoressa Montessori aveva intuito tanti aspetti del funzionamento della mente del bambino solo osservandoli per ore e ore, aspetti che oggi le neuroscienze stanno confermando. Nel libro volevo poi fornire una visione da scienziato che lavora con le tecnologie più avanzate, su quello che vorrei la scuola fornisse ai miei futuri colleghi.

Un libro per genitori curiosi

Date queste premesse consiglierei il libro innanzitutto a chi è curioso, curioso di cos’è questo mondo Montessori e capace di andare oltre le ovvietà e luoghi comuni che purtroppo circolano su di esso. Certo, il mio è un punto di vista particolare, ma noi per comprendere dobbiamo sempre trovare un punto di ancoraggio da cui partire. Poi ho pensato questo libro per l’insegnante, innanzitutto per l’insegnante Montessori, del resto è questo il mondo scolastico che conosco, ma credo che ci siano spunti utili per qualsiasi insegnante perché, del resto, il bambino è sempre il bambino e sarà lui il nostro “abitante del futuro”.

C’è chi ha conosciuto di persona Maria Montessori…

Come si struttura il libro? Il libro si apre con una prefazione di Grazia Honegger Fresco, di cui sono molto orgoglioso e grato, perché le idee di cui scrive provengono direttamente dalla voce di Maria Montessori di cui Grazia è stata allieva diretta. Dopo analizzo il rapporto tra Montessori e la tecnologia del suo tempo. Oggi se ne sentono di tutti i colori, chiunque si sente in diritto di porsi la domanda: “Che cosa avrebbe pensato Montessori della tale tecnologia?” e dopo scrivono le loro opinioni senza preoccuparsi di conoscere le idee di Maria. Grazia Honegger Fresco, ricorda invece che la Dottoressa era molto curiosa, e avrebbe sicuramente provato tutte le tecnologie cui hanno accesso i bambini, ma le avrebbe usate come mezzo di sviluppo del bambino alla pari di tutti gli altri materiali da lei preparati. È tempo, quindi, di affrontare la spinosa questione dell’età, cioè quando mettere in mano ai bambini la tecnologia. Nel libro mostro che c’è una ragione neurologica, una ragione legata alle fasi di sviluppo del cervello infantile che stabilisce quando ha senso permettere loro di accedere alla tecnologia. Il rapporto tra mente e tecnologia e tra la mente e le idee e prassi montessoriane occupa il quinto capitolo. Parlo dei tempi di sviluppo del cervello, del movimento e delle mani, di lettura e scrittura, di immaginazione e molto altro ancora.

Una parte consistente del libro copre poi il paradosso del futuro: vogliamo preparare i nostri bambini per il futuro, anche e soprattutto tramite grandi dosi di tecnologia, ma non abbiamo idea di come sarà questo futuro. E, dall’altro lato, ci ritroviamo con una scuola che spesso pensa più ad addestrare che a educare i bambini piccoli. Tutto questo condito dalle paure di noi adulti che non aiutano a formare quel grazioso cucciolo d’uomo in un essere umano completo e robusto capace di affrontare qualsiasi futuro si prospetti all’orizzonte.

Un libro anche per gli insegnanti…

Agli insegnanti poi, nell’ultima parte del libro, fornisco degli spunti tecnologici che possono essere utili, una volta adattati con la loro sensibilità e osservazione dei bambini, per le attività scolastiche. Per tutti ho raccolto una bibliografia e i collegamenti a siti e documentazione.

Altri dettagli sul libro, come l’indice, un estratto e i riferimenti delle note, si possono trovare sul sito dell’autore www.mariovalle.name e su quello dell’editore: www.bambinonaturale.it

Mario Valle
La pedagogia Montessori e le nuove tecnologie
Il leone verde (2017)
ISBN: 978-88-6580-174-1

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